La colpa delle donne

C’è una notizia che sta facendo molto rumore da un po’ di tempo a questa parte, ossia il divorzio tra due attori famosi del cinema internazionale. La storia è piuttosto comune: lui lascia la prima moglie per un’altra e si risposa. Per anni e senza nessuna remora questo amore viene ostentato – come è giusto che sia?- mentre la donna del primo matrimonio si rintana in casa, chiedendosi dove è finito l’uomo sensibile e intelligente che aveva incontrato e di cui si era perdutamente innamorata. Anni dopo i due divorziano. Il secondo matrimonio non ha avuto il lieto fine, non sono vissuti felici e contenti, ma anzi, lei ne esce con le ossa rotte, magra come un chiodo e visibilmente sofferente, lui ingrassato, forse bevitore, con qualche anno in più e bisogno di riposo. Torna dalla prima moglie che, intelligentemente lo riaccoglie (in vera amicizia), senza nessuna sete di vendetta. Omaggi a quest’ultima e grande rispetto. Questa storia, di cui ovviamente, non possiamo sapere tutto, perché il gossip è sempre pur gossip, ha però una sorta di verità piuttosto esplicita: la colpa delle donne è proprietà delle donne. Mi sono chiesta, in questo ultimo anno, che cosa possiamo fare noi, banali – ma non troppo- cittadini, contro la violenza dilagante nei confronti di queste ultime, come renderci utili. Iscriversi a qualche associazione? Fare volontariato? Aiutare la vicina di casa se ha bisogno? Forse tutte di queste cose. Una però, la più semplice è esprimere la propria opinione. La domanda è: perché accadono tanti femminicidi? Perché ancora molte donne si ritrovano sole, senza aiuto, additate dal prossimo anche nel più evidente dei bisogni? La cosa buffa è che se faccio ai miei coetanei queste domande, la maggioranza fa spallucce o al massimo risponde: “Perché è così” o peggio: “Che noia” e quindi il discorso cade lì, non si va avanti. Ho sentito nel tempo le frasi più maschiliste, oscene e incredibili che in una società civile non possono più avere un senso, dalla mitica: “…una donna che gioca a calcio non è sexy e di sicuro è lesbica” a “un uomo che fa danza è sicuramente gay”e affini, alla ancora inossidabile: “Sei debole come una femminuccia”, il che mi fa rabbrividire oltre a farmi inc….moltissimo. Partendo dal presupposto che essere gay, lesbiche o meno sono fatti personali e non è questa la sede per parlarne, penso che queste continui attacchi al mondo femminile devono finire e che, le responsabili sono sempre e in primo luogo le donne. Certi tipi di donne. Perché le donne, per essere a posto con il mondo, devono: 1. Sposarsi – 2. Capire il marito 3. Fare almeno un figlio 4. Saper cucinare 5. Essere disponibili per il sesso (e se ne hai voglia tu, fatti tuoi non puoi dirlo, ma devi farlo capire in qualche modo senza passare per ninfomane) 6. Non lamentarsi mai 7. Non piangere 8. Non rompere le palle (ma non rompere i coglioni fa più fine) 9. Non dare l’impressione di cercare di cambiare gli uomini sennò si infastidiscono 10. Non pensare, né decidere, né essere troppo autonome 11. Fare ancora finta di saperne meno del proprio compagno 12. Uscire con le amiche, ma poco 13. Non avere avuto troppi rapporti sessuali nel tempo pena la etichettatura da prost…cioè zocc…14. Vestirsi bene, ma non provocanti 15 Se lui si incazza portare pazienza, se ti manda messaggi anche all’una di notte cosa vuoi che sia, se non ti risponde al telefono è perchè hai fatto qualcosa che non va…Etc….ma la cosa buffa (leggi: orribile) è che queste cose le pensano prima di tutto  le donne delle altre donne! Non di rado, ancora adesso se “lui ti ha lasciato” è perché “non te lo sei saputo tenere”, o perché “gli uomini vanno capiti”, quindi è colpa tua. Se lui ce l’ha con te, di sicuro “hai fatto qualcosa che non va”, quindi è colpa tua. Se lui mentre ti frequenta esce anche con un’altra e non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello che magari non è proprio così che ci si comporta, “Sei tu che sei stata al gioco, te lo aveva detto che non era innamorato”, quindi la colpa è tua. Si, perché vedete, la verità ha tante sfaccettature: se lui ti frequenta per dieci? quindici? vent’anni…senza dirti nulla, senza consolidare insomma, a un certo punto ti dovrai pur chiedere il perché. E di solito il perché è il sovraffollamento. La cosa triste è che, l’altra, spesso non sa nemmeno che esisti e quindi è felice come una Pasqua perché finalmente ha trovato l’uomo della sua vita, senza sapere che quest’ultimo sta mollando una a casa da sola con l’esaurimento fisico e nervoso e senza nemmeno darle una spiegazione. Insomma, almeno in questo caso, non è colpa sua (dell’altra). Se poi è la donna che lascia l’uomo, apriti cielo…sei una donnaccia, gli hai distrutto il cuore, gli uomini sono più fragili, non ce la fanno, tu sei una donna e non ci si comporta così, dovevi dirglielo e poi…e poi…e poi…è colpa tua, donna poco affidabile e sostanzialmente di nuovo prost…zocc…putt…etc etc etc!!! vedo poi dei post su internet, fatti dalle donne alle altre donne. Cito: “Ehi tu! Che vai vestita in quel modo…”, oppure “Ce l’hai d’oro?”  o “Sei una vacca” e vari altri epiteti molti simpatici. Vedete: se questa violenza sottile, se questa mancanza di comprensione nei confronti delle donne, da parte delle altre donne non finirà, non vinceranno gli uomini sulle donne, ma l’ignoranza, la violenza, l’odio, il male e il rancore. Come ci si può stupire se ancora delle donne vengono uccise, perché hanno voluto essere libere autonome, indipendenti, quando non si capisce che il problema è molto più a monte, molto più semplice di quanto sembra. Fermatevi a guardare se la vostra vicina di casa è felice, se ieri avete chiesto a una vostra conoscente “Come stai” e lo pensavate veramente, o volevate solo sapere se in realtà con Tizio (quello figo, perché se era brutto chissene…), alla fine, non le è andata poi così bene. Se negli occhi di quella donna o dell’altra non c’è un dolore che si poteva evitare, un omicidio dell’anima (l’animicidio), che non ha riscatto, non ha scuse perché nessuno gliele chiederà. Sostenete le donne, voi che siete donne, per un mondo sano e felice, perché paradossalmente saranno anche più felici gli stessi uomini.

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