C’era una volta, ma ora non c’è più

E’ ufficiale ed è storico: le donne vengono maltrattate a ogni livello sociale, ad ogni piè sospinto ne accade una. E allora voglio raccontare una storia, che non è Biancaneve o Cenerentola, ma molto le assomiglia. Non comincerò con “c’era una volta”, ma in effetti, una volta c’era. Chi c’era? Una matrigna? Una bambina buona che viene fatta passare per cattiva? Un padre che l’ha lasciata senza difese, né punti di riferimento? Un caminetto e la cenere? Un castello fatato? Più o meno, qualcosa del genere e anche molto di più. Il punto è che il Principe Azzurro è una favoletta che ci ha fregati un po’ tutti quanti. Insomma nell’immaginario collettivo degli anni ’50 andava bene, ma adesso…guardandosi attorno si vedono quarantenni fissati con la palestra e il fisico o giovanetti che vanno dall’estetista a farsi depilare le sopracciglia. Non è male questo, ciascuno faccia cosa gli pare. Il problema è che il modello uomo forte, sicuro di sé e che dice che cosa fare dalla mattina alla sera, portando pazienza non esiste. Inoltre il bel Principe non è dato sapere se fosse fedele e se lo era, per scelta e non per istinto. Ho già parlato in questa sede del problema donna e uguaglianza, sarà che l’emancipazione femminile mi ha sempre toccata. Certo a parlarne o la gente si annoia o bisogna andare alle conferenze ufficiali, però a quelle c’è sempre qualcuno che ne parla e non c’è molto diritto di replica. Il problema fondamentale dell’emancipazione delle donne sono prima di tutto, le donne. Non c’è momento in cui, una donna docile e comprensiva, in presenza di un uomo non diventi una iena e cominci ad aggredirti gratuitamente senza che tu non abbia capito bene cosa possa essere successo, rispetto alla sera prima in cui ti ascoltava e si confidava con te. “La vanità è femmina”, luogo comune, perché la vanità è di tutti. Un altro problema serio e fondamentale è il giudizio. Tutti sostengono che del giudizio non gliene importi niente, ma questa è una colossale bugia essendo che, proprio mentre lo stai dicendo, stai dando un giudizio al giudizio stesso. Il giudizio ha bisogno di presupposti corretti però. Se giudico devo essere libero dalle influenze degli altri, dalle maldicenze. E state sicuri che appena si può, qualche cattiveria arriva. Di conseguenza “non dare giudizi” dovrebbe essere innalzato a sport nazionale, come il calcio.  Terzo fatto che merita una citazione: i luoghi comuni. E ce ne sono a bizzeffe. Faccio diversi esempi: se non lavori e fai la moglie e la madre…ah furba! Se hai un sacco di amanti…ah sembra tanto brava e invece…se sei povera te la sei voluta, avevi solo da sposarti, se te le prendi…come fa a non andarsene. Certo che ….etc. insomma, per ogni cosa te la sei andata a cercare. Niente ci fa pensare alla sfortuna, alla fiducia mal riposta, a scelte sbagliate (se non scegli non sbaglierai mai). E poi non ultimo, ma di sicuro fondamentale è il contesto. Non se ne è consapevoli, ma questo mondo è fatto a misura d’uomo. Se non ce l’hai accanto sei fregata. Anche solo per spostare un mobile della cucina. Perché è vero, non lo hanno insegnato a noi giovani donzelle, ma anche se lo avessero fatto ci va una certa forza fisica che, a parte qualche eletta è molto raro. Dunque la forza fisica è quella che fa la differenza? Anche. Ricominciare dalla comprensione non farebbe male. Dunque torniamo a monte….donne uccise ogni giorno, per i motivi più disparati. Donne ferite, aggredite, maltrattate, sminuite. Non è la prevaricazione dell’’uomo sulla donna, ma di un essere umano su un altro essere umano. Sarà interessante vedere cosa capiterà quando e se saranno le donne a dettare le regole del gioco. Chissà se sarà davvero un mondo migliore. Inutile chiederselo: questa eventualità è ancora molto lontana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: