Scrivere

Una strana malattia

C’è una strana malattia che si sta diffondendo e non è il Coronavirus. Beh, forse un po’ lo è, perché, come un virus si sta diffondendo da molto, moltissimo tempo.  E’ il virus dell’egocentrismo, della presupponenza, del ‘So tutto io e tu non capisci niente’. E’ un virus che colpisce il sistema immunitario del nostro mondo, dove gli organi di difesa siamo noi e, come tali, sotto attacco. I virus sono esserini molti semplici che a chiamarli “esserini” fai loro già un favore. Perché non sono nemmeno quello. Loro rispondono alla loro logica genetica e agiscono. Perché è per quello che sono programmati ed è per quello che si diffondono. Attaccano una cellula, gli inoculano dentro il loro codice genetico e questo va a sostituire quello della cellula stessa e …buum, essa muore, si disintegra in mille pezzettini, scompare. Diciamo che non è proprio così semplice, ma il risultato e questo…una cellula muore e mille virus si formano andando ad attaccare altre mille cellule. Il paragone è troppo facile, immediato, troppo ovvio tanto da parere banale. Noi siamo il mondo su cui viviamo e che difendiamo da ogni attacco, ogni abuso, ogni prepotenza. Noi siamo il sistema immunitario, posti uno accanto all’ altro e, pur nella nostra unicità, non potremmo mai vivere da soli. Come i batteri che nel tempo si sono aggregati per creare colonie multiple, abbiamo bisogno di vivere uno a ridosso dell’altro, in una sorta di simbiosi mutualistica dove uno trae beneficio reciproco e nessuno può prescindere dall’ altro. Eppure, nonostante millenni di intolleranza secolari, ci ricaschiamo. A saperne più dell’altro, a voler diventare famosi (perché se ce l’ha fatta lui come è possibile che non posso io?),  al non voler aiutare l’altro solo per il gusto di non farlo, a giudicare le tasche altrui, le sue cose, le sue proprietà (o le sue non proprietà). E’ successo che quello che “non sopporto chi giudica gli altri” è salito sul piedistallo e ha cominciato a farlo lui stesso, combattendo con la stessa moneta ciò che poco prima aborriva, con tutto il proprio sé. E’ successo che quello che “Io non sono mai stato attaccato al denaro” è diventato sorprendentemente ricco e che chi non ce l’ha fatta, come lui, improvvisamente, ai suoi occhi, un perdente. E’ successo che qualcuno ha cominciato a voler combattere il sistema adattandosi benissimo al sistema. E dunque, il nostro mutualismo perfetto, la nostra convivenza e aiuto reciproco sono scomparsi dietro a una parola non detta o una detta di troppo. E’ successo che “Se io non vinco non vedo perché devi farlo tu” e allora faccio di tutto per metterti i bastoni tra le ruote ed è successo che “Se hai vinto di sicuro hai barato”. Forse il genere umano è davvero, fondamentalmente stupido. O si annoia, o va e viene senza sosta tutto il giorno e, così, non è costretto a pensare. A farsi un esame di coscienza. Brutta bestia l’invidia. L’unico vero virus di questi tempi.

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